l'Antipatico

giovedì 25 maggio 2017

Signorini vs D'Urso

Ci mancava solo la polemica tra il direttore di Chi e la preferita di casa Berlusconi per miscelare ancor di più chiacchiere da bar con pistolotti tesi all'aumento delle vendite in edicola. Non seguo molto i giornali rosa, ci mancherebbe, ma ogni tanto qualche notizia può anche essere sviscerata, per comprendere come a volte un certo delirio di onnipotenza possa fare di una seppur brava conduttrice, una sorta di esaltata unta del Signore della televisione. D'accordo che con quella bocca, adatta per spot odontotecnici, la D'Urso può dire ciò che vuole ma fino a un certo punto. Quando si crede immortale (dal punto di vista televisivo) beh, allora sfora. E non soltanto in termini di conduzione. A mio modo di vedere ha ragione da vendere Signorini perché, come dice lui, la televisione è di tutti e soprattutto di chi la fa, la prepara, la costruisce nella scaletta del programma e non certo proprietà privata di chi la conduce. A volte è molto più dignitoso ed intelligente far finta di non contare nulla (anche se si è coscienti che gli inserzionisti pubblicitari sbavano per poterla avere come padrona di casa del pomeriggio e della domenica) piuttosto che dire che quella trasmissione nessun altro potrebbe condurla, almeno finchè campa lei. C'è un limite a tutto. Anche alla sopportazione catodica. Comunque, per chi non avesse seguito la diatriba Signorini-D'Urso, in questo articolo c'è una sorta di riassunto: https://www.diregiovani.it/2017/05/25/112497-alfonso-signorini-vs-barbara-durso.dg/).

mercoledì 24 maggio 2017

anche Gramellini ne parla...

Vorrei tornare brevemente sull'argomento che ho trattato ieri (quello relativo alla bruttezza come ostacolo per trovare un lavoro) perché questa mattina anche un giornalista che personalmente ammiro molto, vale a dire Massimo Gramellini, ne ha parlato nella sua giornaliera rubrica sul Corriere (http://www.corriere.it/caffe-gramellini/17_maggio_23/brutta-faccenda-d242553c-3ff4-11e7-8bca-f274f08efe54.shtml). E se ne parla lui, giornalista e scrittore di chiara fama, vuol dire che la mia indignazione, espressa ieri su questo blog, non è stata né vana né intrisa di retorica o di qualunquismo. E la cosa mi inorgoglisce alquanto! 

martedì 23 maggio 2017

senza parole

«Non trovo lavoro perché sono brutta»

La storia di Francesca, con il volto deformato dalla nascita: «Un viso che ai colloqui scartano; perché in questo mondo sembra ci sia posto solo per l’esteriorità»

 
  
Sono una lettrice del Corriere, in particolare il sabato perché mi piace «Io donna», e arrivo a elemosinare due euro per concedermi il lusso di comprarlo. Ho 42 anni, una laurea nel cassetto, sono disoccupata dal 2012.
Il punto è che sono brutta. Ho un viso orribile, deformato dal forcipe con cui mi hanno presa dal grembo di mia madre, ultima di dieci figlie. Un viso che ai colloqui scartano; perché in questo mondo sembra ci sia posto solo per l’esteriorità. Ho esperienza da vendere, idee, e invece guardo mia madre ottantenne e sento solo un senso di vergogna per essere per lei ancora un pensiero e non una gioia. Tante volte ho pensato di farla finita, ma amo maledettamente e paradossalmente la vita, anche se mi ha sempre presa a calci.
 

lunedì 22 maggio 2017

grande campione, grandissimo uomo

Non so se si era capita la mia juventinità ma per ribadire il concetto vorrei far leggere (soprattutto a quelli radicalmente antijuventini) un esemplare scritto di Gianluigi Buffon (http://www.lastampa.it/2017/05/22/sport/calcio/qui-juve/tutti-hanno-tifato-contro-e-ora-penso-gi-al-domani-TMnaEUsnzbHouo6esN7DYP/pagina.html) numero 1 sul campo e nella vita, che conferma, ancora una volta, con le sue esternazioni, le sue lucide analisi e con la schietta intelligenza di cui è dotato che è veramente un campione inarrivabile e, soprattutto, un esempio di grande uomo, da indicare come prototipo alle giovani leve (non solo del calcio) in modo da far capire che non sempre dare un calcio al pallone è sinonimo di vacuità e altezzosità, figlie illegittime del potere dato dal troppo denaro facilmente e sproporzionatamente guadagnato.

black out tv

Visto e considerato che anche l'Auditel va in tilt (http://www.tvzoom.it/2017/05/22/52941/auditel-blackout-tv/) il sottoscritto decide di sospendere, sine die, l'analisi degli ascolti tv delle trasmissioni televisive della serata precedente. Signore e Signori, buonanotte! (https://www.youtube.com/watch?v=ihCyvkcY-iw).   

la fissazione che diventa ossessione

Navigando questo pomeriggio in Internet, ho trovato un bellissimo articolo-saggio scritto da Danilo Di Diodoro sul Corriere.it (http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/17_maggio_17/avro-chiuso-gas-quando-ossessioni-sono-vera-malattia-e2930666-3aea-11e7-935a-b58ef33c02e7.shtml) che fa riflettere un po' tutti noi sulle reali fissazioni (che poi diventano vere e proprie ossessioni) con cui conviviamo quasi tutti i giorni, spaziando dal classico dilemma se abbiamo chiuso bene (a chiave o inserendo l'antifurto) la nostra automobile o la nostra casa, fino all'amletico e ben più devastante dubbio se il nostro (o la nostra) partner ci cornifica. Potremmo anche rifarci, generando ilarità e sorrisi a man bassa, al classico personaggio tratteggiato, a mio modo di vedere nel suo miglior film, da Carlo Verdone, ovvero l'intramontabile Furio di Bianco Rosso e Verdone (https://www.youtube.com/watch?v=pZGOJveCNw0) con il classico assillo dall'aver chiuso il gas. Anche in campo sentimentale, e il sottoscritto l'ha vissuto sulla propria pelle, c'è chi è ossessionata/o dal tormento della gelosia diciamo fine a se stessa, senza sbocchi e senza prove, solo per una manìa, un chiodo fisso: basta un numero telefonico (magari rimasto in memoria dai tempi del liceo, si fa per dire) o un capello attirato elettrostaticamente dalla poltrona di un cinema per scatenare la più classica e abusata scenata di gelosia. Con rottura finale del rapporto. Senza possibilità di ricuciture o altra alternativa possibile. Quella sì che è una fissazione che diventa una mortale ossessione. Senza rimedio.

sabato 20 maggio 2017

colpo di fulmine (non originale)

L'innamoramento, accecante e fulmineo, credo sia l'emozione più fragorosa e rivoluzionaria che animo umano possa mai percepire. Quando si sentono le classiche farfalle nello stomaco non ce n'è per nessuno: ci si tuffa nelle braccia spalancate dell'Amore con la a maiuscola e ci si lascia letteralmente trasportare. In tutti i sensi. Anche in metrò, perché no. Anzi, a ben guardare, sembra proprio il classico mezzo di locomozione (ma anche bus e monopattini possono essere utili alla bisogna) idoneo per farsi colpire dalla famigerata freccia scoccata da Cupido. Così pare sia successo ad un passeggero della linea B della metropolitana di Roma (http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_colpo_di_fulmine_san_paolo-2450239.html) che accecato non tanto dai riflessi del sole mattutino, di una primavera che sembra estate, ma dallo sguardo intrigante e ammaliatore di una ragazza con le cuffiette in testa, si è ritrovato a dover tappezzare ogni luogo prospiciente le fermate di San Paolo e di Termini (salita e discesa della misteriosa femme fatale) per sperare di poterla incontrare di nuovo e dichiararle tutto il suo amore. Ma qui casca l'asino: il giovinotto (o maturo signore, non si sa) non è stato alquanto originale. Come si può leggere nella seconda foto che ho postato, già quattro anni fa un suo predecessore usò la medesima tecnica (http://www.huffingtonpost.it/2013/03/07/colpo-di-fulmine-ti-ho-vi_n_2826643.html) per agganciare la ragazza dalla coda di cavallo. Cambiano le città (Roma e Milano), cambiano le stazioni della metro (San Paolo e Termini invece di Rogoredo e Duomo) ma non cambia la strategia. Certo, usare una sorta di copia e incolla del romanticismo non so se servirà al nostro aitante passeggero romano per rintracciare la sua bella. Perché, a mio modo di vedere, l'originalità (soprattutto in amore) premia sempre e comunque. Soprattutto con Cupido.

venerdì 19 maggio 2017

ascolti tv del 18 maggio

Eccoci all'appuntamento con l'analisi degli ascolti relativi ai programmi televisivi di ieri, giovedì 18 maggio 2017.
Buona lettura.
(http://www.primaonline.it/2017/05/19/257290/analisi-ascolti-tv-18-maggio/).

Virginia, un talento naturale

Non illudetevi, cari lettori romani. Non sto vantando le doti naturali e talentuose di Virginia Raggi, ci mancherebbe. La Virginia di cui parlo io (della quale ho già scritto tre giorni fa) è la straripante imitatrice che ha debuttato ieri sera su RAIDUE con lo show "Facciamo che io ero" (http://www.raiplay.it/video/2017/05/Virginia-Raffaele-Facciamo-che-io-ero-del-18-05-2017-prima-puntata-5e3183d9-9317-4982-9f34-fa18a47ef328.html), una puntata con il botto sia per il prevedibile successo di ascolti (3.296.000 spettatori) sia per la qualità del programma. Una prova di forza, dal punto di vista dell'affermazione professionale, da parte della Raffaele. Quasi due ore di imitazioni e sketch con ospiti (su tutti mi ha emozionato la performance di Roberto Bolle quando ha preso a volo d'angelo Virginia, estremamente e visibilmente entusiasmata dall'etoile piemontese) che hanno sinceramente dato il meglio di loro proprio per non sfigurare di fronte a Virginia. Ed il risultato, soprattutto con la caratterizzazione da consumata spalla artistica di Fabio De Luigi, è stato più che soddisfacente, direi quasi da 9 in pagella. Di sicuro le prossime 3 puntate saranno altrettanto imperdibili, considerando l'ampio ventaglio di personaggi imitabili (ed imitati) che la Raffaele potrà sfoggiare, per regalarci centoventi minuti di sana e appassionata ilarità, condita con gusto ed intelligenza dalla talentuosa Virginia.  

giovedì 18 maggio 2017

ascolti tv del 17 maggio

Appuntamento solito con l'analisi degli ascolti relativi ai programmi televisivi di ieri, mercoledì 17 maggio 2017.
Buona lettura.
(http://www.primaonline.it/2017/05/18/257231/analisi-ascolti-tv-17-maggio/).

per amore, solo per amore!

Le favole non esistono solo sui libri per bambini o nelle vecchie videocassette con cui sono cresciuti i quarantenni d'oggi. No, le favole (o perlomeno quella di cui sto parlando) esistono e volete sapere dove? In Giappone, dove una principessa innamorata all'ennesima potenza rinuncia al trono, alla vita di corte, al denaro e a tutti gli agi che una posizione del genere può dare. Tutto questo per amore, solo per amore (http://www.huffingtonpost.it/2017/05/17/rinuncia-al-titolo-nobiliare-per-sposare-il-suo-fidanzato-non-di_a_22095233/). E' incredibile ma è così. Qui in Italia non credo esistano esempi di tal genere. Tutt'al più potrebbe far notizia una Gregoraci che lascia Briatore rinunciando allo yacht e agli alimenti, accontendandosi del cachet offerto dalla Rai per le sue mirabolanti prestazioni a Made in Sud. Anche una Veronica Lario, se restituisse i due milioni di euro mensili al povero in canna Silvio Berlusconi, farebbe notizia, anzi una notiziona! E che dire dell'ex marito della Barbara D'Urso che rinuncia ai mille euro al mese di mantenimento promettendo ospitate gratuite a Pomeriggio 5 in nome del rinfocolato amore verso la Carmelita nazionale? Che scoop! Ne parlerebbe pure Fiorello domani mattina nella sua ultima puntata di Edicola Fiore