l'Antipatico

giovedì 18 novembre 2010

'na munnezza 'e presidente!


Nemmeno a dirlo. Quando si parla del presidente del Consiglio ci si deve sempre ricordare che il novanta per cento di quello che annuncia o promette sarà inevitabilmente rottamato. Lui, si sa, è abituato a raccontare cazzate, a prendere la gente per il secondo canale (non so se rendo l'idea...), a fottere e a chiagnere, tanto per restare in tema di napoletanità. E così, immancabilmente, è stato anche per l'ultima delle sue promesse. Ve la ricordate, vero? Quella che in tre giorni avrebbe fatto sparire la monnezza dalle zone inondate da tonnellate di rifiuti maleodoranti (http://www.obloforum.it/2010/10/260/). E invece niente. Oggi, a tre settimane dal pomposo editto di ripulitura, la monnezza ricopre sempre di più le strade campane, offrendo quel nauseabondo e squallido spettacolo di cui il Pifferaio si avvalse nell'ultima campagna elettorale per denigrare Prodi (e la sinistra) e per convincere quella fetta scellerata del Paese a riconsegnargli le leve del potere e quella poltrona di presidente del Consiglio, alla quale ora ci si è letteralmente inchiodato. E adesso sapete, cari lettori, che succede? Che si lamentano (e di brutto) anche quei mercanti di monnezza che fino ad oggi convivevano con cassonetti stracolmi e buste sparse lungo i marciapiedi. Sembrerà paradossale, ma sono proprio loro i primi a sperare che l'emergenza rifiuti finisca al più presto. "La monnezza è buona, quando non ce n'è troppa - spiega uno che viene dal campo nomadi di Secondigliano - Ora, per esempio, io lavoro malissimo. I sacchetti stanno lì da giorni, puzzano e colano molto più di quando la situazione era normale. Così, per me, è troppo difficile trovare la mia merce nei cassonetti". Stessa musica per gli altri mercanti della monnezza, i quali ormai sono scettici sulle proprietà taumaturgiche-monnezzare di quella munnezza 'e presidente. Come si dice, le parole (e le promesse) se le porta via il vento. La monnezza no. Quella rimane. Come lungo corso Umberto, l'arteria principale del centro storico di Napoli: qui le automobili avanzano a passo d'uomo, costrette a dribblare i cantieri e i sacchetti di spazzatura che esondano fin sulla strada. Per non parlare di via Roma, su cui si affacciano i negozi più esclusivi della città, ormai stracolma di monnezza. A San Gregorio Armeno (la famosa via dei presepi), i turisti fotografano i sacchetti invece delle statuette degli artigiani. Il che è tutto dire. A conti fatti, vista l'attuale situazione di crisi irreversibile della compagine berlusconiana, preso atto della chiusura della discarica di Taverna del Re, acclarato che le promesse del premier resteranno aria (puzzolente) fritta, non rimane che sperare nella costruzione di un nuovo, esclusivo, magnifico termovalorizzatore, capace di triturare e disperdere come cenere al vento tutto ciò che resta delle stanche membra di una munnezza 'e presidente. Vabbè, si fa per dire.

9 Commenti:

  • Mi consenta cribbio, dopo il Berlusconi Bis propongo il Vesuvio Bis, cumuli di immondizia così alti da far credere che sta nascendo un nuovo vulcano...secondo me gli italiani abboccano....cribbio!

    Di Blogger Unknown, Alle 20 novembre, 2010 12:43  

  • Ottima proposta, caro MIchele. Alla quale è d'uopo aggiungere un invito alla popolazione campana: quello di chiedere a Berlusconi di inaugurare il Vesuvio bis in pompa magna. Hai visto mai che una bella eruzione (magari pilotata) riessca a seppellire per sempre il nano di Arcore? Un buon fine settimana dottor Balzano.

    Di Blogger nomadus, Alle 20 novembre, 2010 14:44  

  • una domanda, sul tema dei rifiuti a Napoli: l'"eroe" Bertolaso, il factotum tanto decantato come panacea umana a tutti i mali italiani, in primis proprio la situazione di emergenza che si verificò in Campania nel 2008, come viene giustificato oggi, dopo solo due anni, in cui ritroviamo la città partenopea completamente invasa dalla monnezza? È chiaro come il sole che le misure adottate e presentate all'epoca come IL successo del governo berlusconico, a mano di questo pezzo di eroe a cui in seguito vennero affidate ogni sorta di "missioni" da risolvere, insieme a fiumi di denaro, si rivelano mere pezze che sono riuscite a tamponare finchè han potuto una situazione devastante che invece andava affrontata con drastiche politiche strutturali.... Ma come mai, anche se siamo in piena crisi di governo, tra insulti donneschi e tante altre frivolezze che tanto gustano al popolaccio, NESSUNO spende una parola sulla gestione di questo essere immondo dalla faccia pulita, che insieme al caro B è il PRIMO responsabile di questo disastro, che ricordo è costato (e costerà) milioni e milioni di euro dei contribuenti senza risolvere N-U-L-L-A??? Ma come diavolo è possibile, mi chiedo, che non si levi neppure una sola voce contro questo Bertolazzo, del quale in questi mesi siamo venuti a scoprire tante qualità non certo edfificanti? Forse perchè il suddetto, dopo tanti sforzi e tante battaglie combattute nell'intresse del popolo italiota sta per lasciare il carico di capo dei capi della protezione civile? E aggiungo: MENO MALE che almeno grazie a tutte le porcate e alle "gelatine" che sono uscite in questi mesi è parzialmente naufragato il progetto di convertire la detta Protezione in una SPA con connotati inquietanti. Ma il fatto che a Napoli oggi ci siano tremila tonnellate di monnezza per le strade, e che il responsabile di tutto ciò se ne vada in pensione con gli straformati elogi di Silvio (e tanti altri), addirittura sperando che "ci sia comunque il modo di continuare la collaborazione con quest'uomo eccezionale", è l'ennesima vergogna per un paese imbambolato dalle menzogne del tubo catodico, che non riesce nemmeno più a rendersi conto di essere stato buggerato da gentaglia che invece degli elogi meriterebbe perlomeno un processo penale per verificarne le eclatanti colpe.

    Di Blogger Davide, Alle 22 novembre, 2010 20:57  

  • Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    Di Blogger Davide, Alle 22 novembre, 2010 20:58  

  • Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    Di Blogger Davide, Alle 22 novembre, 2010 20:58  

  • Hai proprio toccato il vero nervo scoperto berlusconiano. Altro che la Carfagna e la gnagna delle vajasse. Qui se parla poco poco Bertolaso di tutte le zozzerie (in questo caso economiche e affaristiche, ma anche di massaggi e cunnilingus) che con Berlusconi sono state scientemente commesse, andiamo a finire sul Guinness dei primati. Caro DAVIDE, io ne ho scritto in passato del Bertolazzo, ma a quanto pare tutti hanno interesse a lasciar cadere nell'oblìo, a derubricare, a insabbiare. Altrimenti ci sarebbe un casino mai visto. Per curiosità, vai all'indirizzo "http://l-antipatico.blogspot.com/search?q=bertolaso" e leggiti qualche articolo. E poi fammi sapere cosa ne pensi. Un grandioso abbraccio. Sei unico nei tuoi scritti carissimo DAVIDE. A presto.

    Di Blogger nomadus, Alle 22 novembre, 2010 22:15  

  • Carissimo Nomadus, dopo aver rispolverato l'articolo che mi citi (dico rispolverato perchè lo avevo già letto ai tempi quando era uscito), è prima di tutto mio dovere farti presente che la mia invettiva contro il nostro "deus ex machina" del Salaria sport village non era certo rivolta a te, ci mancherebbe altro! Il mio incazzamento si rivolge come sempre alla nostra società della sciocchezza e della superficialità, che si dimentica in fretta di cose davvero importanti ed eclatanti, come in questo caso le stridenti colpe (e ripeto COLPE, non MERITI) di Guido Bertolaso, un esponente di spicco della piccola, triste e squallida italia di oggi, mentre si diletta divertita tra una vajassa e una ex-modella ora misistra che si scannano. Sarà forse perchè, non me ne vogliate, il suddetto eroe dei disastri pur essendo levitato alle alte sfere del potere con il suo mecenate silvio B, venne messo al suo posto di protettore dell'Italia (ommadonna come suona sta roba...), dal "caro" mortadella Prodi??? NON SARÀ MICA FORSE PER QUESTO DETTAGLIO, che giornali autorevoli fustigatori di facili costumi come Repubblica non spendono una sola parolina contro il prode guido (altra assonanza non voluta ma notevole)?? E come mai, grido indignato, mi tocca leggere robe come queste http://www.beppegrillo.it/2010/11/chi_parla_riso_scotti_energia/index.html sul blog di Grillo, senza che NESSUNO che io conosca in Italia ne sappia nulla, e che non ve ne sia traccia sui giornali nazionali? È veramente triste constatare che, al di là delle ormai indicibili sbandate di B e della sua cricca, su cui ormai è troppo facile spendere parole, sia di condanna che di qualsiasi tipo, i mezzi di comunicazione (e primi tra tutti quelli che consideriamo "buoni e giusti"), tacciano su argomenti di spessore. Tacciano su notizie che dfovrebbero essere sbandierate con grande clamore all'opinione pubblica, per far evidente quale paese siamo diventati, per cercare di educare un po' di più la gente a aprire gli occhi e aragionare sui temi importanti, per evitare che cose tanto agghiaccianti come la centrale di biomassa del riso scotti abbiano luogo ancora, e magari far si che dopo l'indignazione che monterebbe se una notizia del genere fosse diffusa comne si deve la gente SMETTA di comprare riso scotti e la ditta scotti riso FALLISCA miseramente come meriterebbe....ma no...meglio di no...parliami di vajasse e di simboli, e magari facciamo una 15esima pagina su riso scotti che brucia tonnellate dimmerda, glissiamo abilmente sullo scomodo berty e diamo in pasto a quel caro coglionazzo dell'itliota medio, e non troppo medio, la solita monnezza mediatica.... Questo è un dramma ben più serio e doloroso che quello dell'agonia di silvio B (che comunque speriamo finisca presto nel migliore dei modi). yun abbraccio

    Di Blogger Davide, Alle 23 novembre, 2010 09:49  

  • Nulla da eccepire o da aggiungere a quanto da te magistralmente evidenziato in quest'ultimo commento. Sul fatto che gli italiani (o italioti come tu li definisci) siano affetti da cortocircuiti mnemonici e non ricordino affatto manco quello che hanno mangiato ieri (figuriamoci le imprese, tra virgolette, del Bertolazzo) non credo ci sia altro da argomentare. Ti do ampiamente ragione comunque sull'inquietante silenzio dei giornali che, come dici tu, consideriamo "buoni e giusti" (compresa La Repubblica) che, non vorrei apparire come il difensore d'ufficio, forse hanno capito che vendono qualche copia in più trattando l'argomento "vajasse" piuttosto che quello citato da Beppe Grillo sul riso dell'ineffabile signor Scotti (l'imprenditore, ovviamente, non il presentatore). Che vuoi farci, carissimo DAVIDE, così va il Belpaese, anzi il Malpaese che, se non ci sbrighiamo a raddrizzarlo dopo averlo denucleato dalla metastasi berlusconiana, potrebbe fare la stessa fine della Grecia, dell'Irlanda e prossimamente del Portogallo. Qui davvero è in gioco il nostro futuro a breve, anzi oserei dire imminente. Altro che. E non credo basterà, per usare una frase tanto cara a Bersani, il rimboccarsi semplicemente le maniche. Un affettuoso abbraccio.

    Di Blogger nomadus, Alle 23 novembre, 2010 18:42  

  • Eh già, amico mio... Il tema della (in)stabilità dell'euro e dei paesi strettamente più vulnerabili, tra cui figura sinistramente, appena dopo Irlanda e Portogallo, la Spagna (e a ruota l'Italia), è davvero preoccupante. Al di là delle nostre beghe interne e dello squallore personificato dal nostro odiato Silvio, qua purtroppo siamo immersi in una situazione drastica, di cui non si capisce bene l'evoluzione ma che può portare a scenari assai peggiori di quello attuale. Il fatto che in Italia ci sia un presidente che fa una telefonata in trasmissione come quella di ieri, evidenzia ancora una volta (se mai ce ne fosse bisogno), il pericolo che corre il paese. Tergiversare sul nono giorno o il terzo quando è sotto gli occhi di tutti che ci sono migliaia di tonnellate di spazzatura a Napoli, e concludere dicendo che "io ho risolto il problema", è proprio una di quelle "piece" che mi aspettavo dal nostro omuncolo in questo pericoloso periodo di transizione verso la sfiducia. LA spazzatura di Napoli è solo uno dei tanti, forse troppi problemi urgenti che assediano l'Italia. E chiunque sia colui -o coloro- che dovranno farsi carico della soluzione, una volta che vivaddio ci si sia levati di mezzo questo cancro, dovrà lavorare assai duramente e cercare di far quadrare rapidamente un cerchio che sta diventando sempre più un'ellisse, altro che rimboccarsi le maniche. In questo senso, la Spagna in cui vivo è messa altrettanto male, forse pure peggio. Ma la differenza sta nel fatte che c'è un governo, il quale per quanto sia quotidianamente oggetto di critiche da ogni parte, e magari sta anche agendo in maniera non del tutto adeguata, cerca di fare qualcosa per raddrizzare questi presagi tetri, e comunque quello su cui si dibatte è la POLITICA, l'ECONOMIA, LA CRISI.. Non si discute di come Zapatero possa buggerare i giudici, ma di come Zapatero abbia toppato con certe polithce economiche. Non c'è Zapatero che telefona in trasmissione inveendo contro il presentatore biascicando idiozie su cosa ha fatto o non ha fatto in dieci o nove giorni, ma c'è Zapatero che convoca per lunedì le trenta maggiori aziende del paese per provare a fare qualcosa. Non c'è Siviglia invasa dalla rumenta, e le centrali a biomassa bruciano biomassa, non fanghi e metalli pesanti. Sono differenze che, per quanto sono seriamente preoccupato dell'andamento delle cose in questo paese, mi fanno pensare che comunque sia siamo messi meglio qua, e di molto, nonostante tutto. Spero quindi ardentemente che in Italia si possa archiviare presto il signor B e che qualcuno pensi a fare finalmente qualcosa di serio e radicale per uscire dalla melma, e che qua la ipercriticata strategia zapateriana, al di là delle apparenze possa finalmente portare allo stesso modo il paese fuori da queste acque terribilmente agitate. Insomma, spero che in Europa, e in primis noi paesi mediterranei dalle economie "too big to fail" ci si possa tirare fuori dalla m---a, e presto. Contro le apparenze che mi fanno pensare tutto il contrario....

    Di Blogger Davide, Alle 24 novembre, 2010 12:51  

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