l'Antipatico

sabato 31 ottobre 2009

la morale del caso Marrazzo


L'altra sera la puntata di Annozero (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e80d4cf5-edef-484e-9e94-ac1f7ce59eeb.html?p=0") è stata interamente dedicata ai riflessi politici e personali scaturiti dal caso Marrazzo, di cui ho già parlato nell'altro mio blog (http://tpi-back.blogspot.com/2009/10/un-trans-chiamato-desiderio-di-vendetta.html). Onore al merito per Santoro il quale, così facendo, non ha prestato il fianco alla solita stampa spazzatura made in Berlusconi che tempo fa lo invitava a trattare anche il caso del trans (http://rassegnastampa.formez.it/rassegnaStampaView2.php?id=184247) e non soltanto della escort. Detto fatto. Televisivamente parlando è stato un altro boom di ascolti, con 6.125.000 italiani incollati davanti al video per seguire le due ore di trasmissione. E a margine di ciò viene facile esprimere qualche piccola riflessione. Quello che mi colpisce d'acchito del caso Marrazzo è che, rispetto allo scandalo delle escort e delle lolite varie che frequentavano Palazzo Grazioli e Villa Certosa, la cosiddetta società civile fa una sostanziale differenza quantitativa (e forse qualitativa) rispetto ai due casi, come a dire che Berlusconi era ancora entro il limite mentre Marrazzo questo limite lo ha superato. A mio modo di vedere il punto è un altro e non riguarda il dubbio se sia più grave per un uomo sposato (che ricopre un ruolo istituzionale) andare con le ragazzine o con i transessuali. Il punto è il seguente: quanto conta ancora cercare un nesso e una coerenza tra pubblico e privato? Ha ancora senso chiedersi chi è veramente una determinata persona e non soltanto quello che questa persona fa? Forse, andando a riguardare un pò di storia, si potrebbe scoprire che non solo ha senso farlo, ma che porsi questo semplice quesito potrebbe rappresentare un evento nuovo, anacronistico, quasi surreale. Solitamente, per la società, contano solo i fatti (quelli pubblici, ovviamente) e mai l'identità di colui che compie quei fatti. Un pensiero millenario che ha le sue radici nell'antica filosofia greca e che ci ha abituato inesorabilmente a credere in una visione dell'uomo come un essere scisso: un uomo che non potrà mai risolvere le sue più profonde contraddizioni e perversioni ma che, tutt'al più, potrà controllarle con la coscienza e con la ragione vigile. Ovviamente potrà compensare talune debolezze personali (come Marrazzo ha definito le sue frequentazioni trans...versali di via Gradoli) con grandi opere pubbliche o politiche o filosofiche o letterarie o artistiche (stile le barzellette del Cavaliere...). Sono quelle le cose che contano, non altro. Basterebbe poco per ripescare, nel passato storico, esempi eclatanti di illustri pensatori, di grandi statisti o di indimenticati artisti (per non dire di immancabili psicanalisti) rispetto ai quali non contava nulla essere un nazista, un pedofilo, un violentatore o uno schizofrenico. Quello che contava era la scissione che sta a dimostrare come ci siano due persone diverse anzichè una. Il messaggio subliminale è che siamo tutti così: siamo tutti scissi, anche se non facciamo, non scriviamo, nulla di particolare o di importante nella nostra vita. Partendo quindi da una visione dell'uomo che dice che tutti hanno una bestia dentro di sè (e che hanno il loro ben da fare per tenerla a bada) e che alcuni membri della società fanno qualcosa di eccelso e che solo per questo debbono essere giudicati. Anche se ricoprono un ruolo pubblico, anche se potrebbero essere presi ad esempio. Tanto siamo tutti fatti così. Ma è proprio vero? E' proprio così sciocco chiedersi se esiste un nesso tra la filosofia esistenzialista di Heidegger e il fatto che lo stesso avesse una tessera del partito nazista in tasca? O il nesso tra i romanzi e le poesie di Pasolini e il fatto che lo scrittore massacrato fosse omosessuale e praticasse la pedofilia? Qualcuno potrebbe obiettare che queste sono libertà personali e che non vanno giudicate nè condannate perchè quello che conta è il pensiero, magari espresso in azioni e in parole scritte. Ma queste parole chi le ha scritte? Un'altra persona? Certo che no. Siamo fatti di anima immortale e di corpo corruttibile. E qui ritorna la scissione. E tornando al caso Marrazzo, perchè allora il Governatore del Lazio si è sentito in dovere di lasciare la sua carica (mentre altri non avvertono la sua stessa esigenza) e di ritirarsi dalla scena politica? Fino a prova contraria Marrazzo ricopriva un ruolo pubblico di amministratore: poteva benissimo continuare a svolgere in maniera egregia il proprio lavoro, con o senza frequentazioni di transessuali. E allora, in questo specifico caso cosa è accaduto? Cosa si è rotto nel meccanismo? L'ex Governatore ha confessato, in un'intervista al quotidiano la Repubblica, di aver toccato il fondo nel momento in cui ha notato la reazione della figlia davanti alle immagini trasmesse dalla tv, davanti al fatto compiuto, alla rivelazione del vizietto. Ma quei fatti, quelle azioni, quelle scelte di vita esistevano già prima, andavano avanti da anni e rappresentavano quasi il segreto di Pulcinella. Invece sembrava che tutta quella sfera privata di Marrazzo, per il solo fatto che non era ancora stata messa sotto l'occhio di bue della stampa e della televisione pruriginosa e affamata di gossip, non esistesse. Non fosse mai esistita. E allora cos'è questa? Perversione sessuale o schizofrenia? E' proprio vero che un uomo (o una donna) che svolge un'attività pubblica, che ha una responsabilità verso la comunità, piccola o grande che sia, non ha (o non dovrebbe avere) una vita privata? O meglio, non dovrebbe averla fintanto che s'intende (per vita privata) quel lato oscuro della personalità che qualcuno vorrebbe farci credere essere ancora perverso, malato, disumano e diabolico? A ben vedere, e con il lume della ragionevolezza, è sufficiente che la vita privata sia cristallina, coerente con la vita pubblica e con l'attività politica svolta. Non si avvertirebbe, così, la necessità di renderla pubblica e di darla in pasto a famelici cultori dell'informazione un tanto al chilo. Tutt'al più, se proprio qualcuno ci tenesse a svelarla, piuttosto che nuocere avrebbe l'effetto contrario: rinforzerebbe, gioverebbe e giustificherebbe, nella realtà dei fatti, quelle che sono le idee e le azioni pubbliche di una determinata persona. Il problema sarebbe solo rappresentato dall'esatta definizione di vita privata cristallina. In fondo, ma proprio in fondo, tutti noi vorremmo averla una vita cristallina. Senza scissioni. e che rappresenti un bell'esempio per tutti. Anche per quelli che non avvertono l'esigenza di seguire l'esempio rappresentato dal gesto di Marrazzo. Quello di rassegnare le dimissioni, ovviamente.

2 Commenti:

  • Buongiorno.Io ritengo che sia la sfera pubblica sia quella privata dovrebbero essere trasparenti.Rimane il fatto che,mentre Marrazzo si è dimesso,altre persone molto più in alto di lui,continuano a rimanere al loro posto,con il consenso dei propri elettori.Buona domenica da Mauro.

    Di Anonymous Anonimo, Alle 31 ottobre, 2009 12:39  

  • Spero vivamente che il tuo riferimento non sia rivolto a Berlusconi...ahahah...Buona domenica anche a te, carissimo MAURO!

    Di Blogger nomadus, Alle 31 ottobre, 2009 12:57  

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