l'Antipatico

domenica 14 dicembre 2008

la teca della legalità


A volte rimaniamo meravigliati per degli eventi (magari non strombazzati sui quotidiani nazionali) che hanno un sapore del tutto particolare. Intendiamo sapore come paradigma della sensazione che si prova leggendo la notizia che vi proponiamo.
Chi si reca, per lavoro o per diletto, a Senigallia, entrando nel Palazzo Comunale della centralissima Piazza Roma, troverà una sorpresa alquanto inusuale. Il cittadino che ci entra, infatti, sicuro magari di imbattersi nella lunga teoria di segni e prassi che scolpiscono il profilo della nostra burocrazia, troverà proprio all’ingresso del piano nobile una teca davvero speciale. Questa preziosa teca contiene nientepopodimeno che la valigetta con la quale agli inizi degli anni ’90 (esattamente il 17 febbraio 1992) il pool di Milano incastrò "il mariuolo" Mario Chiesa, dando così inizio all’inchiesta di Mani Pulite. Ad acquistarla, durante un’asta di beneficienza per sostenere l'associazione "Libera" di Don Luigi Ciotti, sono stati alcuni cittadini senigalliesi che hanno poi decisa di donarla al proprio Comune. L’amministrazione Comunale, invece di farla ammuffire in qualche armadio dell’Ente, ha avanzato una proposta che per qualcuno poteva avere un sapore provocatorio: sistemarla nelle pareti dell’aula consiliare, come una specie di monito per una politica mai disgiunta da un impegno per la legalità. Apriti cielo: più di un Consigliere ha tuonato contro un’iniziativa che sarebbe stata lesiva delle prerogative consiliari, giudicando davvero poco opportuno che un simile cimelio potesse trovare stabilmente posto nell’aula riservato alla massima Istituzione cittadina. Per nulla rassegnato il Sindaco della città, Luana Angeloni, ha immediatamente rilanciato: se non è possibile nell’Aula Consiliare, la valigetta la collocheremo proprio all’ingresso del Municipio. Detto fatto. Ed oggi il prezioso reperto simbolo di un’inchiesta giudiziaria che segnò il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, fa bella mostra di sé nello spazio comunale maggiormente transitato dai cittadini che affollano gli uffici. Rappresenta un simbolo di quell’impegno per la legalità che dovrebbe essere una delle basi del nostro ordinamento democratico. Sarà un segno concreto per ricordare, a tutti coloro che entreranno nel Comune di Senigallia, il coraggio di quelle persone che, come i soci di "Libera", si battono ogni giorno per affermare un’autentica cultura della legalità. Particolare curioso: nella teca, sotto la valigetta, sono stati riportati due testi. L’articolo 3 della nostra Costituzione, sull’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, ed una frase di Don Luigi Ciotti: "La legalità che è necessaria deve fondarsi sulla prossimità e sulla giustizia sociale". Un bell'esempio da seguire. Per tutti.

2 Commenti:

  • Ottimo esempio con un grande valore simbolico.
    Cosa mettere alla porta di un altro comune quando qualcuno acquisterà i reperti del passaggio dell'Italia dalla seconda alla terza "repubblica" che forse così non si chiamerà più.

    Un sorriso simbolico
    Ross

    Di Blogger rossaura, Alle 14 dicembre, 2008 19:28  

  • L'elenco dei processi a carico di Silvio Berlusconi.

    Di Blogger nomadus, Alle 14 dicembre, 2008 22:34  

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