l'Antipatico

domenica 7 dicembre 2008

Veltroni, il PD e la questione morale


Stavolta lo vogliamo dire subito e a chiare lettere: Walter Veltroni non c’entra nulla. La questione morale che gli è esplosa nel partito viene da lontano, da molto prima che lui ne prendesse la leadership. Questo ovviamente non vuol dire che lui non sapesse nulla che qualcosa stava accadendo, anche perché di questo partito, o meglio in uno dei due che gli ha dato vita, è sempre stato un dirigente di alto livello e ne è stato anche il segretario dieci anni fa. Ma oggi il problema non è lui, in discussione non è la sua leadership, non sono i suoi collaboratori che vengono inquisiti, incriminati, processati. E questo fa la grande differenza con la Tangentopoli degli anni '90. Quella sì che era una degenerazione generale e capillare, e che aveva il suo centro nelle segreterie nazionali dei partiti. Tanto che quei partiti, cioè la DC e il PSI, ne sono stati cancellati. Al momento il Partito Democratico non è in quella situazione, per sua fortuna. Ma le cose che sono accadute e che ancora accadono, da Napoli a Firenze e in altri luoghi dal Paese, segnalano che anche in questa forza politica, che nasce anche dal PCI berlingueriano, la famosa diversità comunista, c’è qualcosa che non funziona. Più di qualcosa: la commistione tra politica e affari è ormai palese, gli intrecci tra amministratori locali e costruttori, imprenditori vari, gestori di rifiuti, forse addirittura la camorra, sono oggetto di indagini e ormai anche di processi della magistratura. Ed è un qualcosa di allarmante, tanto che lo stesso segretario ha scritto ieri sul Corriere della Sera che il suo partito non ha alcuna intenzione «di essere indulgente con se stesso». Il che, tradotto in pratica, dovrebbe significare che lui stesso interverrà per dare una ripulita ove ci fosse troppa immondizia. Ma il problema non è solo giudiziario o disciplinare. È politico. E politicamente andrebbe affrontato. Per capire innanzitutto come sia stato possibile che persone con una nobile storia alle spalle siano finite in questa squallida vicenda, trascinando con loro anche l’immagine di tutto il partito. Si tratta solo di mele marce, di mariuoli, oppure è il potere in quanto tale che per essere gestito non può prescindere dagli affari, dal malaffare e dalla commistione con esso? Se fossimo in Veltroni, chiameremmo il partito a discutere di questo. A cominciare dalla Direzione nazionale del 19 dicembre e a finire, perché no?, con un congresso straordinario (straordinario nel vero senso della parola) per mettere al centro la questione morale in senso lato. La questione del potere insomma, della sua trasparenza e regolarità, di come lo si gestisce oggi e di come invece lo si dovrebbe gestire domani. Sarebbe non solo più interessante della solita e ormai noiosissima diatriba tra lui e D’Alema, ma darebbe anche al suo partito una forza di impatto del tutto nuova. Dimostrando che non ha paura di mettersi in gioco pubblicamente, chiamando i suoi iscritti, militanti, elettori, il famoso popolo delle primarie insomma, a confrontarsi su un problema che da quindici anni assilla (e disgusta) l’opinione pubblica. Speriamo lo faccia.

4 Commenti:

  • Ho ascoltato stasera Soru che parlava da Fazio, salvo prendere una brutta cantonata, parlava come un uomo molto esigenze con se stesso e con la politica. Mi chiedo se davvero esiste qualcuno con non soffra di problemi legati al conflitto di interessi. Soru stesso diceva che tutti gli uomini politici si trovano a dover affrontare questo problema, perchè la politica tocca molti punti della vita privata di un individuo e il politico se ha una vita privata, si troverà inevitabilmente ad affrontarlo.
    Sperare che il PD diventi un partito che ci rappresenti è un sogno, temo lontano dal realizzarsi, non esiste ancora quella democrazia che le primarie sembravano annunciare. Frequento un circolo,ma da non iscritta, i mugugni sono tanti, le lotte intestine anche, le due anime non sono fuse, la buona volontà non basta. Non c'è stata ancora l'popportunità di proporre dalla base un qualche rappresentante neanche nel e del territorio, è una farsa ridicola. Non esiste discussione, tutto è fatto troppo tardi e male, non so se per volontà o per negligenza. Pensare che. questo partito in formazione, mi aveva fatto sperare in un nuovo approccio alla politica. Risultato deludente e fallimentare.... come faremo mai a doppiare il Cavaliere con queste premesse. Dico doppiare perchè dovremmo essere così forti per avere un governo che possa governare ed allo stato attuale è impensabile.

    Di Blogger rossaura, Alle 07 dicembre, 2008 23:00  

  • Come al solito hai centrato con sagacia ed intelligenza il cuore del problema, cara ROSS. Non sei la sola, purtroppo, che è rimasta profondamente delusa dall'evoluzione politica e umana del PD e del suo segretario, che sembrava avere le carte in regola per far rivere una nuova primavera alla Sinistra. Molte speranze riposte in chi parlava così bene, quel pomeriggio al Lingotto di Torino, sono andate irrimediabilmente perse. Molti iscritti al partito (o frequentatori/trici di circoli come te e me) stanno rivedendo le loro posizioni e le loro aspettative, causa profonda delusione. Come se non bastasse, le recenti polemiche stanno incrinando ancor di più quel minimo di credibilità e di sostanza politica ancora a disposizione in chi cerca di contrastare lo strapotere del Pifferaio di Arcore. Il fallimento è dunque dietro l'angolo? Mi auguro proprio di no...

    Di Blogger nomadus, Alle 08 dicembre, 2008 09:14  

  • Buonasera,carissimo.Ho notato che hai altre argute compagnie nei tuoi post.Purtroppo,è vero.Il PD non riesce a rappresentare,nonostante la bella manifestazione del 24 ottobre,un'alternativa efficace al berlusconismo.Troppi interessi e concezioni diverse sono presenti all'interno di quel partito.Forse,sarò nostalgico,ma ci vuole un partito radicato nel territorio,come una volta era il vecchio PCI.Naturalmente i tempi sono cambiati ma la questione morale e la tensione ideale sono ancora importanti per costruire un'Italia diversa.Semprechè ciò sia possibile.CIAO MAURO.

    Di Anonymous Anonimo, Alle 10 dicembre, 2008 18:34  

  • Ebbene sì, carissimo MAURO. Il nostro particolare e ristretto circolo PICKWICK della blogosfera si è allargato con la nuova entrata (e che entrata!) di ROSSAURA. Più siamo meglio stiamo. Sottoscrivo parola per parola il tuo commento. Anche io ho molta nostalgia del nostro dolce, caro ENRICO. Un affettuoso saluto.

    Di Blogger nomadus, Alle 10 dicembre, 2008 20:44  

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