l'Antipatico

sabato 22 novembre 2008

un incredibile attaccamento alla poltrona


Era dai tempi del mitico Forattini anni Ottanta (con la famosissima vignetta raffigurante Giulio Andreotti attaccato alla poltrona come una cozza ad uno scoglio) che non vedevamo un politico così pervicacemente e ostinatamente seduto virtualmente (e non solo) su di una poltrona, nemmeno tanto prestigiosa come quella di presidente della Commissione di Vigilanza sulla RAI. Ma quello che sta facendo l'ex senatore napoletano del PD Riccardo Villari (in giovane età anche fidanzato della procace napoletana Barbara D'Urso) ha veramente dell'incredibile. Non ne vuole proprio sapere di lasciare la poltrona da presidente, non vuole dimettersi (ha detto che un vero ex democristiano non si dimette mai) e non vuole essere coerente con quanto dichiarato appena una settimana fa (mi dimetterò quando ci sarà un nome condiviso da tutti), nonostante il nome condiviso da tutti ci sia ed è quello di Sergio Zavoli. Niente da fare, lui non se ne va. Non ci pensa proprio. Figuriamoci, proprio adesso che la tipografia del Senato gli ha consegnato freschi di stmpa i biglietti da visita con su scritto Riccardo Villari presidente commissione vigilanza Rai. Ma scherziamo, e quando gli ricapita un biglietto così. Ma intanto nei corridoi della politica italiana il brusìo polemico e la rabbia nemmeno tanto nascosta per il comportamento da vero screanzato napoletano di Villari sta facendo alzare la temperatura istituzionale. I presidenti della Camera e del Senato gli hanno chiesto a chiare lettere di farsi da parte; addirittura l'artefice nascosto (mica poi tanto) della sua elezione, vale a dire Silvio Berlusconi, lo ha ringraziato e lo ha invitato a tornare da dove era venuto. Ma lui niente, fa orecchie da mercante e come un mercante ha incassato i trenta denari senza neppure mostrare in anticipo la mercanzìa da vendere. Vedere cammello, comprare tappeto. In questo caso non ce n'è stato bisogno. Ha fatto tutto il centrodestra. Ha presentato il cammello (Villari), ha steso il tappeto (l'opposizione) ed ora fa finta di niente, fischiettando tranquillamente e dedicandosi più che altro allo scioglimento di Forza Italia con tanto di lacrime di coccodrillo (anzi di caimano) e claque prezzolata da standing ovation. Questa è l'Italia attuale, figlia illegittima e nascosta della vittoria di aprile delle truppe cammellate berlusconiane, nipote altrttanto illegittima della famosa discesa in campo del gennaio 1994 dell'uomo dalla calza velata, del presidente tinto, del cavaliere con la bandana. E Villari non ne è che la protesi indegna e volgare, cresciuto e foraggiato all'ombra del cavallo di Troia della politica del compromesso e del ricatto morale e materiale, del voto di scambio e del favore personale, della promozione a ministro in cambio di un rapporto orale (da non confondere con una relazione a voce...) e di altre nefandezze del genere. Se questa è l'Italia che ci meritiamo...

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