l'Antipatico

domenica 26 luglio 2009

la trilogia (vergognosa) dello scudo fiscale


Il ritorno dello scudo fiscale 3. Come il se­quel di un film di successo, il con­dono fiscale per i capitali nascosti all’estero, dopo le fortunate edi­zioni del 2001 e del 2002, conoscerà un terzo episodio quest’anno. Il provvedimento ha ottenuto il via li­bera con il voto di fiducia alla Ca­mera sul decreto anticrisi, e sarà fruibile da subito. Non appena terminate le vacanze estive. Così, grazie alla premiata ditta Berlusconi & Tremonti, da settembre e fino ad apri­le 2010 chi ha esportato illegalmente at­tività finanziarie o patrimoniali in un paradiso fiscale all’estero potrà av­viare le pratiche per il rimpatrio e far pace con lo Stato, pagando non più del 5% del capitale occultato. Sin dai primi passi, come era prevedi­bile, il ritorno dello scudo 3 ha sollevato critiche e alimentato polemiche. Tra le ac­cuse mosse al governo, quella di a­ver concepito l’ennesimo condono a favore di chi si sottrae ai doveri fi­scali, di concedere il perdono tri­butario infliggendo agli evasori una penitenza tutto sommato lieve, ma soprattutto di contribuire ad ali­mentare il sospetto che in Italia chi fa il furbo, alla fine, la fa sem­pre franca. L'unico argomento che si può accettare di questa terza edizione dello scudo è solo quello inerente una certa utilità economica. Ipotizzando, come viene fatto infor­malmente, il rientro in patria di u­na somma tra i 50 e i 100 miliardi di euro (sui 550 miliardi che si stima­no nascosti), l’erario incasserebbe tra i 2,5 e i 5 miliardi di euro. Che in tempi di crisi sono oro colato per le asfittiche casse pubbliche, consi­derate le difficoltà nel reperire ri­sorse per la ricostruzione dell’A­bruzzo o il finanziamento degli interventi di politica sociale. Se il fine può, in una certa misura, giustificare il mezzo, i contorni di un tale provvedimento non sempre ne definiscono la sua cifra di equità. La sanzione prevista dallo scudo 3 può arrivare, se tutto va bene, al 5% delle somme rim­patriate: è il doppio del 2,5% delle due precedenti edizioni, ma pur sempre una cauzione leggera per gli habitué del turismo dei capitali. Negli altri Paesi, interessati a favo­rire l’emersione spontanea di capi­tali (lo ha rimarcato il governatore di Bankitalia Mario Draghi), chi ri­porta in patria la ricchezza nasco­sta è chiamato a pagare tutto il do­vuto con gli interessi, senza la co­pertura dell’anonimato garantita in Italia, mentre il premio non con­siste certamente nella protezione del tesoro quanto nel risparmio della sanzio­ne penale. Lo scudo made in Italy, nella sua lie­vità rispettosa, rischia di promuo­vere la sensazione di una legalità fluida, quasi un’ammissione di de­bolezza da parte dello Stato verso chi si fa beffe della sua macchina fiscale. U­na diluizione del rispetto dovuta an­che alla ripetitività dei provvedi­menti di condono. Per tali ragioni, la condizione necessaria al ritorno dello scudo impone che sia il prelu­dio a una nuova stagione di certez­za e di severità fiscale. Soprattutto che sia l’ultimo. L’atto finale della trilogia, non l’ennesima puntata di una fiction vergognosa.

2 Commenti:

  • sarebbe bello se fosse davvero cosí... ma ho proprio paura, visto di chi stiamo parlando e delle belle abitudini dei nostri governi (questo detto abbastanza in via generale), che di atto finale non si tratterá, ma che la fiction continuerá, insieme alla telenovela Silvio and the Sex 2009, "Le Ronde Padane", "Caccia all'illegale", e quant'altre brutte puntate delle nostre serie-governative... speriamo che, quantomeno, i soldi che entreranno nelle giustamente definite asfittiche casse statali siano usati per problemi seri e imminenti quali quelli da te citati, caro Nomadus... un caro saluto e a presto!

    Di Blogger Davide, Alle 26 luglio, 2009 20:01  

  • Caro DAVIDE, spero che questa volta la tua previsione non corriponda alla realtà. Francamente di altri sequel made in Berlusconi non ne sento il bisogno. A maggior ragione dopo il pornoromanzo con le cime di rapa che ci ha accompagnato (e ci accompagnerà) anche se nessuno di noi anelava seguirne le boccaccesche puntate. Tutt'al più potremmo appassionarci (anche per ragioni di storia e di anctiche civiltà) alla nuova telenovela del presidente tombarolo e dell'avvocato che smentisce anche il non smentibile. Una coppia oramai inossidabile che sicuramente (da pensionati) potrà avere un luminoso futuro nella casa di riposo degli artisti.

    Di Blogger nomadus, Alle 26 luglio, 2009 21:01  

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