l'Antipatico

domenica 15 marzo 2009

l'attacco del caimano al cuore dello Stato (sociale)


Parlando in questi ultimi giorni, sul posto di lavoro, con alcuni colleghi che sono diventati nuovi lettori dei miei blog, mi sono accorto che la maggioranza di essi mi taccia di eccessivo antiberlusconismo. Come se in pratica il sottoscritto scrivesse solo e comunque contro il cavaliere. E magari scrivendo anche fandonie o peggio ancora calunnie. Non credo di essermi ridotto a questi livelli. Chi segue in particolare questo blog si ricorderà (spero) che tra il novembre e il dicembre del 2007 ho dedicato 17 capitoli al riassunto della vita di Silvio B. senza acrimonia e senza scadere nella calunnia o peggio ancora nell'offesa istituzionale. Basta andare a rileggersi quei capitoli per rendersene conto. In buona sostanza (e per fortuna) non è certo colpa mia se debbo continuare a scrivere del Pifferaio di Arcore solo perchè cento ne pensa e cento ne combina. Prendiamo ad esempio l'attuale momento politico, economico e sociale del Paese. Si può forse dire che il caimano e i suoi accoliti stiano operando per il bene dell'Italia e in particolare della gente che non ce la fa più a tirare avanti la carretta? Non mi sembra proprio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, credo. Il Pifferaio di Arcore sta usando la crisi per costruire una organica svolta a destra: presidenzialismo, distruzione del sindacato, attacco ai diritti sociali e civili, aggressione all'ambiente e sua mercificazione, promozione di ideologie razziste, sessiste e clericali come la religione civile del Paese. Le ideologie reazionarie non sono un optional di questa politica: costituiscono il collante ideologico che permette di costruire consenso anche tra chi vede peggiorare la propria condizione. La gestione autoritaria della frantumazione del conflitto sociale è l'obiettivo berlusconiano: il clerico fascismo per l'appunto. L'obiettivo della destra non è quindi l'uscita dalla crisi ma l'uso della stessa per costruire un regime reazionario. Per uscire dalla crisi a sinistra (e per sconfiggere il progetto berlusconiano) è quindi necessario costruire un movimento di massa per l'alternativa. Senza un progetto alternativo che unisca la difesa degli interessi materiali immediati ai valori civili e la proposta di uno sviluppo alternativo, di una rivoluzione ambientale e sociale dell'economia, non è possibile uscire positivamente dalla crisi. Per questo, a mio avviso, si deve ricominciare a vivere dentro le lotte, a partire da quelle organizzate dalla CGIL e dal sindacalismo di base, con la costruzione di una piattaforma alternativa: redistribuzione del reddito e salario sociale per tutti i disoccupati, intervento pubblico in economia per praticare la riconversione ambientale e sociale della stessa, rinascita di un nuovo umanesimo laico che veda nell'autodeterminazione degli uomini e delle donne il punto focale. Per superare la frammentazione sociale e la guerra tra i poveri è decisivo che una piattaforma concreta di riunificazione sociale viva dentro la costruzione delle lotte. E una serie di misure come la tassazione delle rendite finanziarie e delle transazioni speculative, la rottura di ogni relazione finanziaria con i paradisi fiscali, la possibilità per i lavoratori di tornare in possesso del loro Tfr abbandonando i Fondi Pensione. Il punto centrale di questo progetto è la proposta di un nuovo intervento pubblico in economia. Il caimano (furbescamente) propone un intervento pubblico distruttivo delle relazioni sociali e dell'ambiente: dal via libera alla speculazione edilizia alle centrali nucleari. Bisogna invece proporre (e spero che la sinistra lo faccia) un intervento pubblico che, a partire dalla nazionalizzazione delle banche e dallo stop ai contributi alle imprese, attivi ricerche e produzioni finalizzate alla soddisfazione dei bisogni sociali e non dei profitti. Il livello europeo e quello delle lotte sono i terreni decisivi per la richiesta dell'alternativa. Uscire dal chiacchiericcio del bipolarismo tra simili (che caratterizza il dibattito politico italiano) facendo emergere la concreta urgenza dell'alternativa nelle lotte e nella campagna per le europee. E' questo il vero compito degli uomini di buona volontà. E di sinistra.

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