l'Antipatico

lunedì 21 settembre 2009

SPEZZIAMO IL CAMMINO VERSO IL NUOVO FEUDALESIMO


Attraverso interessanti letture di questi giorni, mi si è svelata una realtà (o meglio una interpretazione della odierna realtà sociopolitica, nazionale e non) che sembra calzare a pennello ai fatti e agli sviluppi a cui stiamo assistendo, sempre piu' allibiti. Ovviamente mi riferisco alla parte di popolazione (minoranza?), che al di là di schemi e fazioni ha ancora la capacità critica di discernere la normale dialettica politica, ormai perduta, dalla pletora di agghiaccianti fatti e anomalie, dalle pesanti distorsioni della democrazia che si avverano quotidianamente nel nostro devastato Paese, ma non solamente. A questo punto mi rifaccio a una sagace frase di G.Bocca, che chiude uno degli articoli "illuminanti" a cui mi riferivo: È l'illusione capitalistica di risolvere i problemi del mondo con il liberismo economico, cioè con l'avidità invece che con la razionalità. Questo incipit da solo può dare validi argomenti a chi cerca di capire come possiamo essere giunti a una situazione così drammatica sul piano sociale, perchè la precarietà ci stia stritolando, le motivazioni profonde della crisi economica, solo per citare alcuni degli aspetti piu' critici del nostro presente. Ma è quindi questo inqualificabile insieme di elementi che sembra rispondere a un disegno preciso, a una regia sotterranea che, quando non è perseguita con chiaro intento, quantomento si rifà ad una idea condivisa. Si potrebbe definire un ritorno, in chiave moderna, ad un regime feudale, dove il Signore, il Principe, Il Sultano di turno (nel nostro caso quindi il Pifferaio), si avvalga deliberatamente della mistificazione della realtà, di questo perenne agitare le acque per confondere, intorpidire le menti dei novelli sudditi per ottenere esattamente quello che necessita: una società bolsa, atrofizzata nel pensiero, abituata allo scandalo, alla negazione della realtà per mezzo di grottesche maschere che lui stesso applica e legittima attraverso la medesima rappresentazione della sua realtà personale. È inutile dire che i vantaggi, per un Sultano di turno, di avere una maggioranza di massa adorante e allineata ai suoi desideri sono innumerevoli. Egli stesso infatti, circondato da una corte di nani e ballerine altrettanto adoranti e sottomessi (mi balena a questo punto l’immagine di Brunetta, quantomai macchietta, il povero nanetto livoroso e frustrato che non ha freni nell’azionare le leve del potere ora che ne ha l’accesso, per rivalersi di chi sempre lo ha canzonato e deriso, come nella canzone di De Andrè), può finalmente perseguire i suoi fini ultimi; l’estensione del potere, la riforma delle regole costituzionali, per dare gas alla avidità liberistica e ottenere benefici economici e potere quasi assoluti. È altresì interessante notare che, accanto a queste manovre ormai abbastanza chiare, a una mente libera, viene sempre accostato un ossimoro: il Popolo delle Libertà. La parola libertà, usurpata del proprio significato, viene riproposta proprio dove essa perde il suo vero senso, quindi riveduta e corretta, in modo che il nuovo sudddito, scemito e rincitrullito, ne faccia suo il nuovo significato. La “nuova” libertà è quella che ti dà il Sultano, conforme ai suoi desideri e quindi valida solo fino a un certo punto, i suoi limiti e le sue definizioni sono state opportunamente ridefinite per il tuo bene, o caro suddito. Fanne buon uso. La libertà, quindi, nobile e primario concetto, non a caso è stata scelta come bandiera idelogica per indicare questo infame teatro. Perchè è davvero chiaro che dalla caduta dei regimi totalitari, non abbiamo mai assistito a una tale diminuzione delle libertà personali come in questi ultimi anni, e non è certo un caso. Ora, questo disegno a cui mi riferisco, credo sia ormai chiaro a molti, e sebbene sia opportuno non lasciarsi andare a paranoie sfrenate e dilaganti teorie complottistiche, bisogna avere chiaro che è in atto una precisa scelta di campo, dei potenti a ogni livello essi siano, quindi governanti, lobby economiche e finanziarie, per incrementare e perpetuare il dominio che sempre hanno avuto. Le politiche aberranti e le conseguenti limitazioni delle libertà, i sempre piu’ stringenti controlli a cui veniamo sottoposti da ogni parte, la precarietà laborale, la crisi economica, le continue guerre, il fomento del razzismo, la propulsione televisiva di intrattenimento stupido e la manipolazione dell’informazione, solo per citare alcuni aspetti del gioco, sono tutti riferibili a un unico schema, il cui fine è sempre lo stesso: maggiori profitti, maggiore potere. Avidità e brama di potere. Con totale disprezzo e disinteresse per il bene comune e per il progresso della popolazione. Questo schema ovviamente non è solo riferito alla nostra realtà casalinga, tutt’altro. È una realtà a livello globale, e anzi la cosiddetta globalizzazione non è altro che l’estensione di questi aberranti principi a una sempre piu’ vasta area. Chiaramente gli USA sono pionieri in questo campo, e le ultime amministrazioni repubblicane hanno spinto clamorosamente in questo senso, ma la nostra penisola non è stata a guardare. Berlusconi, trovandosi nella condizione di poter estendere la sua influenza e il suo controllo sulla società, ed essendo perfettamente in sintonia ideologica con l’alleato oltreoceano (di cui sempre è stato un servo adorante e leccante) ha dato un chiaro impulso americanizzante e liberticida alla società, nell’ultima legislazione e in quella presente, grazie anche all'inutilità di chi avrebbe potuto e dovuto contrarrestarlo. La novità, per quanto ci riguarda, sta nel fatto che –forse- questo giochetto gli sta sfuggendo dalle mani. Riallacciandomi al precedente post di Nomadus, è certo vero che da piu’ voci sembra concretarsi l’idea del viale del tramonto. I “poteri occulti”, le “toghe rosse”, o per meglio dirla chi –nei vari livelli della società- non si è ancora allineato alla sua corte, ha portato vari e duri attacchi all’impianto del suo potere personale, scalfendolo visibilmente. Per quanto egli cerchi inevitabilmente di mascherare questi intenti come volgari ed invidiosi nemici della libertà, il gioco dura da troppo tempo e si è sfaldato, il Sultano si è spinto troppo in là e non riesce piu’ a tenere insieme tutti i pezzi, per cui si intravedono chiaramente i segni della inesorabile disfatta. Uno dei punti piu’ interessanti è di certo quello che ha a che fare con la nascita di un pensiero alternativo, vedi Fini (e guarda cosa tocca dire), anche se purtroppo manca e brilla per la sua assenza la definizione dell’area riformista del Pd, che sappia portare quella risposta alternativa, che sappia parlare all’altra Italia, alla gente stanca e sconfitta dallo strapotere Berluscoide, che aspetta e desidera che la sua voce sia ascoltata e discussa. Perchè è davvero lì che si giocherà la partita decisiva, una vera svolta in chiave democratica, l’uscita dal sonno della ragione in cui ci hanno traghettato in questi ultimi anni, potrà avvenire davvero solo dal basso. È assurdo pensare che siano i politici a farlo, dato che non ne hanno un vero interesse, qualsiasi essi siano. Quello che essi possono apportare è perlomeno un terreno fertile perchè le coscienze si risveglino, e si inizi a cambiare strada. Con nuove politiche migratorie, la riforma del lavoro attraverso la sconfitta della precarietà, l’impulso delle energie rinnovabili a scapito dei combustibili fossili e la distruzione dell’ambiente, l’allontanamento dal pensiero teocratico impregnato di politica, una nuova coscienza collettiva moderna e al passo coi tempi. Sono temi grandi, e che suonano strani all’orecchio del suddito medio attuale. Ma se qualcosa deve cambiare davvero, e se davvero la fine del Sultano verrà (anche se tempi e modi sono abbastanza difficili da delineare), la mancanza di un nuovo umanesimo che parte dal basso porterà alla fine a un nuovo perpetuarsi dei gruppi di potere di sempre. Sta solamente a noi comprendere dove siamo finiti, e qual è la strada che Berlusconi e i suoi simili hanno preparato per noi, ridotti a massa di schiavi inconsapevoli e soddisfatti di essere calpestati. Sta solamente a noi capire che il cammino prospettato porterà a una nuova, moderna era feudale, e che nessun beneficio ne verrà se continuiamo per quella strada, se non la inebetita felicità del povero ignorante che è stato raggirato senza avvedersene, e che ringrazia il potente che lo ha dotato del suo stupido e limitato sistema di valori artefatti. O per chi se ne avvede, una continua frustrazione e infelicità. Credo che sia davvero il tempo in cui l’umanità debba svegliarsi e riprendere in mano il suo destino, perchè c’è molto di piu’ in gioco che la semplice politica. Sta solo a noi farlo, e bisogna farlo adesso, cogliendo l’occasione storica –se così sarà davvero- del cambio in atto. Siccome citavo in apertura delle “fonti illuminanti”, vorrei citare due documentari che ho avuto occasione di vedere, peraltro dopo l’inzio della stesura di questo post, e che hanno consolidato l’idea diffusa che ho argomentato. Si chiamano ZEITGEIST e ZEITGEIST ADDENDUM, sono distribuiti gratuitamente su google video e sono sottotitolati in diverse lingue (anche doppiati ma sconsiglio questa versione perchè toglie completamente la tensione narrativa). Gli argomenti trattati sono molto interessanti, anche se bisogna sempre matenere una certa criticità sopratutto in alcune parti, dove vi sono imprecisioni e mancanza di citazioni. Ciononostante, credo che possano contribuire a stimolare nello spettatore una coscienza allargata e a porsi tante, interessanti e necessarie domande.

6 Commenti:

  • Non posso che condividere, ancora una volta, il tuo articolato e ragionato post. Questo neofeudalesimo imposto dal DOMINUS di Arcore riflette come uno specchio fedele e mai distorto quella che era la realtà del primo millennio, quella che solo la cruenta Rivoluzione Francese del 1789 riuscì tragicamente a decapitare. Se rivediamo bene la Storia e la trasportiamo ai giorni nostri non si fa farica a dire che tu ed io, caro DAVIDE, siamo l'attuale espressione di quelli che erano denominati SERVI DELLA GLEBA. Piramidalmente sopra di noi ci sono i portaborse (CONTADINI LIBERI) degli affaristi della politica (i VALVASSORI), i quali dipendono direttamente dai leccaculo con tessera del DOMINUS di Arcore (i VASSALLI). Come non riflettere su questa riproposizione feudale dell'attuale società (politica, economica e televisiva)italiana? Come non inorridire su questa sensazione di asfissia della libertà (personale e corale) di uno Stato depauperato, liofilizzato, prosciugato del senso di civiltà e di fratellanza al di là dell'appartenenza al comune senso di identità nazionale? Più che spezzare il cammino (come scrivi tu nel titolo) io spezzerei le catene che ci vincolano contro la nostra volontà al DOMINUS e ai suoi sottoposti. Spezzarle in qualsiasi modo, anche quello più duro ma facendo capire (ai servi della gleba) che ne va della loro esistenza oltre che della libertà. E non mi sembra una motivazione da poco. Ancora complimenti per il tuo impeccabile post caro DAVIDE. Hai un'arma infallibile per spezzare le catene di cui sopra: la tua scrittura. Continua ad usarla. Sempre.

    Di Blogger nomadus, Alle 21 settembre, 2009 17:03  

  • Buongiorno.Ho letto i vostri due post.Sono rimasto colpito dal loro contenuto.E'vero,sembra di vivere in un nuovo Feudalesimo,con il Signore di turno circondato dai suoi nani e dalle sue ballerine.Purtroppo,non si vede una forza capace di rovesciare tale situazione.Forse questo stato di cose dipende proprio dall'essere umano che non può fare a meno di adulare l'imbonitore di turno.MAURO.

    Di Anonymous Anonimo, Alle 22 settembre, 2009 07:07  

  • La forza ce la dobbiamo dare tutti noi, carissimo MAURO: noi che ancora abbiamo a cuore la libertà e l'uguaglianza sociale, la meritocrazia, la vera solidarietà e quanto di buono risulta necessario per una convivenza civile e giusta. Non credo sia un'impresa epocale quella di cercare di aggregare intorno a quest'idea persone e movimenti d'opinione in grado di coalizzarsi e mandare a casa (in modo democratico s'intende) il Signore e i suoi vassalli. Già lo scrivere quasi ogni giorno di queste cose (come facciamo Davide tu ed io) è un inizio da perseguire e da comunicare agli altri che ci seguono e che magari, seppur non commentando, si ritrovano affiancati al nostro pensiero. Bisogna avere la voglia e la speranza che continuando così un giorno arriveremo al nostro obiettivo. Un affettuoso saluto caro MAURO. E grazie per essere sempre al nostro fianco.

    Di Blogger nomadus, Alle 22 settembre, 2009 08:18  

  • Concordo con l'analisi di Davide, anche se non son convinto basterà la caduta del DOMINUS a ripristinare un po' di "giusti valori" nella civiltà italiana: troppo forte e radicata è ormai una certa mentalità del "successo a tutti i costi" senza arte né parte. Le metastasi di persone incompetenti in ruoli chiave è diffusissima e temo occorrerà parecchio tempo prima di vedere un "uomo giusto al posto giusto": non solo perché è più furbo o ricco degli altri, ma perché è veramente capace di ricoprire un ruolo ottenendo risultati dignitosi. Temo sia ancora lontano il giorno in cui a darsi alla politica saranno solo uomini che vi vedono una missione e non una scappatoia dalle loro magagne!
    gianluca ventura

    Di Anonymous Anonimo, Alle 22 settembre, 2009 11:15  

  • Sono oltremodo soddisfatto che il post di DAVIDE abbia innescato una sequenza di commenti (oltre a quelli di MAURO e del sottoscritto) impregnati di lucida analisi ed intelligente partecipazione come si evince dall'intervento di GIANLUCA VENTURA. La metastasi di cui parla il lettore è reale e diffusa ed è la logica conseguenza del bubbone inciso a suo tempo dal bisturi giudiziario seguito a Tangentopoli. La classe politica che ne è figlia (illegittima) ha manifestato soltanto bramosia di potere, dedicando il mandato degli incauti elettori alla soddisfazione dei propri immondi interessi. E il rappresentante principe ne è il Pifferaio di Arcore. Comprendo lo scetticismo del lettore sul ripristino dei GIUSTI VALORI una volta caduto il DOMINUS, ma c'è da prendere in considerazione il fatto che la prossima volta gli elettori saranno un pò meno incauti nell'affidare il mandato di governo a nani e ballerine di turno. Almeno spero. Grazie comunque Gianluca per il tuo commento. Continua a seguirci. Un caro saluto.

    Di Blogger nomadus, Alle 22 settembre, 2009 11:42  

  • Intanto, colgo l'occasione per ringraziare e salutare il buon vecchio Gianlu, sperando che si possa continuare e ampliare lo scambio di idee atraverso questa bella piattaforma messa a disposizione dall'amico Nomadus. Riguardo al tuo commento, non posso che associarmi, il clientelismo e la cultura dell'orticello sono solo tra le tante erbe male che bisognerebbe estirpare dallo stivale. Quello a cui alludo nel post, e in cui spero, è che alla tanto agognata fine del Pifferaio (se davvero così sarà), si instauri perlomeno una nuova cultura politica che non abbia come cardini quelli così beceri e impresentabili che ha oggi. Forse sarà un primo passo affinchè la gente migliori un poco l'attitudine che oggi la porta a difendere l'indifendibile Silvio in qualsiasi situazione. Ma come dicevo, la chiave della svolta, lo spezzare queste catene, sta solo a noi. I politici non hanno alcun interesse a creare una società sveglia e pensante, visto che la prima cosa che bisognerebbe fare sarebbe quantomeno stabilire un tetto di stipendio di 2000 euro , e forse allora si inizierebbero a fare qualcosa di buono...Visto lo stato attuale della coscienza collettiva, non c'è tanto da stare allegri, ma cerchiamo di avere fiducia...

    Di Blogger Davide, Alle 23 settembre, 2009 01:37  

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