l'Antipatico

mercoledì 30 settembre 2009

3 ottobre, una manifestazione necessaria


Non c'è bisogno di sottolineare ulteriormente la data del prossimo 3 ottobre per evidenziare una naturale esigenza di partecipazione alla manifestazione indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, per l'attacco alla libertà di stampa e di opinione in atto nel nostro Paese. Zittito il Parlamento, ammorbiditasi la posizione della Chiesa, tenuto a bada il sindacato, l'opposizione effettiva a Berlusconi è rimasta nelle mani della Banca d'Italia, della Presidenza della Repubblica e della Camera, nonché di alcune frazioni del mondo dell'informazione. Non potendo scontrarsi frontalmente con la peraltro discontinua opposizione istituzionale, a Berlusconi non resta che scatenarsi contro quella mediatica ed in particolare contro quei giornali e quelle trasmissioni televisive che sono oggi, purtroppo, il vero centro di elaborazione e di battaglia politica in sostituzione di partiti ormai estenuati o comunque incapaci di un autonomo rapporto con le masse. Lo scopo del Pifferaio di Arcore è duplice: alzare una barriera a difesa di un dominio personale traballante (ma lui ha più di sette vite, e finora ne ha usate solo due o tre…), anche in previsione di future iniziative giudiziarie vertenti sulle origini poco chiare della sua ricchezza (soprattutto se la Consulta boccerà il famigerato lodo Alfano) e contemporaneamente colpire la punta avanzata dello schieramento avverso, situata proprio in quel settore informativo che è peraltro il nucleo duro del consenso del centro-destra. Tutto ciò rende la partecipazione alla manifestazione del 3 ottobre, a un tempo, necessaria e problematica: necessaria per motivi fin troppo ovvi; problematica perché non si tratta semplicemente della difesa della democrazia, ma di una difesa che ha come scopo ultimo, per una parte dei promotori della manifestazione, la defenestrazione di Berlusconi che un pò tutti ci auspichiamo. Bisogna dunque partecipare alla manifestazione vedendola come un momento di un processo più ampio, che non porti semplicemente a modalità soft di gestione della crisi, ma liberi forze ed idee che possano, anche ottenendo effettivi spazi d'informazione, contribuire ad un vero mutamento di prospettiva. In particolare la manifestazione deve coinvolgere nella maniera più ampia possibile proprio quelle forze sociali (studenti e insegnanti, operai) che in questi mesi hanno iniziato a pensare ad una diversa risposta alla crisi. Sono queste forze a doversi appropriare pienamente della bandiera della libertà d'informazione, chiedendo anche a molti dei promotori della manifestazione di dire la verità sulle cause, sui costi e sulle soluzioni della crisi, e trasformando il 3 ottobre nel propulsore di altre e più generali iniziative con lo scopo di connettere la difesa della democrazia al conflitto sociale. Perché senza conflitto sociale l'eventuale siluramento di Berlusconi non farebbe altro che dare pieni poteri, nella gestione della crisi, alla Banca d'Italia, a Confindustria e a quel sistema bancario privato che è diventato il vero padrone del Paese, ed impedisce anche solo di pensare ad una seria politica economica. Qui sta infatti il punto in cui si annodano la questione democratica e la questione sociale nel nostro Paese: nella capacità di valorizzare quell'antiberlusconismo popolare in cui spesso si riversano aspettative ben più generali degli stessi elettori operai della sinistra (disabituati ormai a mobilitarsi per programmi economici alternativi), e nella contemporanea capacità di iniziare a corrodere quel berlusconismo popolare che, soprattutto al Sud, è meno radicato e stabile di quanto si creda, ma non viene affatto intaccato da iniziative puramente democratiche, soprattutto quando queste sono volutamente messe al servizio di semplici riaggiustamenti interni all'establishment politico di un partito che, come diceva giustamente Antonio Padellaro ieri nel suo editoriale (http://rassegnastampa.formez.it/rassegnaStampaView2.php?id=177596), sembra sempre di più un partito senza.

2 Commenti:

  • Buongiorno,sono d'accordo con il tuo post e,anche con la definizione di partito senza.A proposito volevo consigliarti il sito del PMLI,anche se propone vecchie ricette,a me,sinceramente,piace.Naturalmente non sono un nostalgico,ma mi colpisce la chiarezza dei temi trattati.MAURO.

    Di Anonymous Anonimo, Alle 01 ottobre, 2009 07:56  

  • Grazie caro MAURO per la tua segnalazione. Spero tanto che la definizione di PARTITO SENZA sia solo provvisoria e che dal 25 ottobre possa tornare ad essere un PARTITO CON (gli attributi). Un affettuoso saluto.

    Di Blogger nomadus, Alle 01 ottobre, 2009 09:07  

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