l'Antipatico

sabato 11 aprile 2009

tranquilli, ci pensa Silvio...


Domani, per la quinta volta in sette giorni, Silvio sarà in Abruzzo. Approfitterà della inusuale assenza del Papa per portare, durante il classico pranzo di Pasqua, la sua benedizione (la sua, non quella del Pontefice), il suo conforto, la sua promessa biblica: ricostruirà le case e farà ritornare la citta dell'Aquila più bella e più grande di prima. In questo momento particolare tutti stanno sottolineando (con giubilo o preoccupazione, a seconda del grado di autonomia critica conservata) che in campo c'è solo lui, Silvio. Sconquassati dal terremoto (per danni e lutti subìti o per senso di insicurezza percepito) l'Abruzzo e il Paese hanno una sola speranza, un solo riferimento, una sola icona: Silvio. Silvio col casco da pompiere, Silvio col piglio da direttore dei lavori, Silvio in tenuta nero-ieratica, Silvio che abbraccia commosso e consola l'anziana donna colpita da morti e rovine che singhiozza: "Silvio aiutaci tu" (grido di dolore subito trasformato in titolo di editoriale dal giornale di famiglia), Silvio che invia fra i bimbi terremotati i clowns, Silvio che si impegna a riprodurre all'Aquila e nelle altre 107 province italiane Milano2, Silvio che suggerisce agli attendati di sentirsi come in un camping, Silvio che svela di non dormire da 48 ore, Silvio che mette a disposizione dei senzatetto le sue favolose ville disseminate nelle località più mondane d'Italia, Silvio che invita tutte le forze politiche all'unità nazionale (ovviamente attorno alla sua maggioranza, al suo governo e ai suoi provvedimenti), Silvio che sollecita ancora una volta i politicanti alla riduzione dei tempi parlamentari in nome del pragmatismo, Silvio che segue i funerali non impettito tra le autorità ma dolente tra i parenti delle vittime. E il Giornale di famiglia può titolare: otto italiani su dieci promuovono il premier e la Protezione civile. In base ad un sondaggio sugli interventi del dopo-terremoto effettuato dall'IPR Marketing, per l'83% dei nostri connazionali e suoi sudditi adoranti il Pifferaio di Arcore sta facendo bene. E il "piano casa" varato da Silvio, pochi giorni prima del sisma, nel quale si prevedeva una nuova cementificazione a tappeto del Paese, Abruzzo compreso, peraltro senza alcuna norma anti-sismica? E il Silvio della nuova proroga "snellimento" delle norme anti-sismiche? E il Silvio dei tagli alla scuola, dei tagli agli enti locali, dei tagli alla sanità, dei tagli alle forze dell'ordine, dei tagli alla ricerca e all'Università e alla protezione civile che doveva controllare che a livello locale si compisse in Abruzzo tutto ciò che non è stato fatto prima del sisma? E questo Silvio, dico io, che effetto fa agli intervistatori dell'IPR Marketing? In questi giorni questo Silvio non c'era: c'era solo il Silvio benefico, salvatore, ottimista, efficiente, paterno, comprensivo, unitario. Ma ciò che in queste ore si rischia di dimenticare è che, anche prima del sisma, anche sull'affare Alitalia, sulla vicenda Rai e su tante altre vicende c'è stato e c'era in campo solo lui. Alla fine, se la cosa non mi facesse un pò sorridere, mi verrebbe proprio da dire: Silvio, Santo subito!

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