l'Antipatico

domenica 23 dicembre 2007

Saccà e l'Incantesimo











Le trascrizioni delle intercettazioni tra Agostino Saccà (ex capo ormai di RAIfiction), Silvio Berlusconi (ancora capo, purtroppo, del centrodestra), Rosanna Mani (capo di Sorrisi e Canzoni TV) e Guido De Angelis (capo, insieme al fratello Maurizio, della DAP, società produttrice di cinema e fiction) pubblicate in questi giorni sui quotidiani di maggiore tiratura, ci hanno fatto tornare con la mente a quei film del passato, dove la commedia degli equivoci all'italiana la faceva da padrone. Il tenore delle telefonate intercettate è un miscuglio di ilarità involontaria, di pruriginosa velleità da tombeur de femme (ci riferiamo al cavaliere, ovviamente), di sottomissione e asservimento al potere (Saccà) e di partecipazione al potere mediatico (Mani e De Angelis) che ci tratteggiano la società imperiale delle telecomunicazioni, creata da sua emittenza negli anni Ottanta e che, ancora oggi, rappresenta la più alta espressione dell'idiozia e del pressapochismo (infarcita di sbavante sessualità alla Fantozzi) personificata nella figura di un imprenditore-politico. Quando un capo dell'opposizione, nell'ambito delle sue funzioni istituzionali, chiede a Saccà di intercedere con la produzione di "Incantesimo" (la nota fiction in odore di chiusura) per piazzare artisticamente una sconosciuta Camilla Vittoria Ferranti, affidandole un ruolo da co-protagonista nella serie televisiva, si avverte a pelle una sensazione di malcostume e di trasfigurazione di ruolo politico-mercenario che ci lascia abbastanza sconcertati. Ancor di più rimaniamo allibiti nel verificare la condiscendenza integrale e viscida di un "potente" della RAI che si prona e scodinzola pur di avere un tornaconto personale (e regionale, volendo costituire nella sua Calabria un polo televisivo e mediatico grazie agli appoggi del cavaliere) e che, nelle telefonate con la direttrice di Sorrisi, usa un linguaggio ("...ma lui è al corrente della situazione?...) che ci riporta tanto ai vecchi film di Totò, stile Sua Eccellenza si ferma a pranzo, delle posate d'oro che "lui" gradirebbe avere, del "non si preoccupi Eccellenza, stanno tutti bene, la salutano tutti, come va la salute?" e vedere la faccia di Raimondo Vianello è come vedere la faccia di Saccà oggi. Che dire. Forse hanno ragione il New York Times e il Times di Londra quando parlano di un'Italia triste e depressa, se i personaggi principali parlano e si comportano come questi che abbiamo oggi: non meritiamo certo tutto questo, ma è anche un pò colpa nostra se affidiamo le nostre speranze e le nostre aspettative a ex concertisti da crociera con il pallino della topa...

2 Commenti:

  • Purtroppo,è vero se abbiamo una classe poitica non degna di questo nome,specialmente all'opposizione la colpa è nostra e in modo particolare di chi la vota.Nei prossimi giorni ti invierò un commento che esula dai temi politici per affrontare un argomento che riguarda la mia infanzia.Mauro

    Di Anonymous Anonimo, Alle 23 dicembre, 2007 14:48  

  • Grazie, caro MAURO per il tuo commento. Attendo con vivo interesse ogni tuo intervento (sempre ben accetto) e affronteremo insieme qualsiasi argomento, sperando di coinvolgere anche gli altri lettori di questo blog.

    Di Blogger nomadus, Alle 23 dicembre, 2007 16:11  

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